La rassegna jazz “Adda e Martesana” nella Quinta edizione 2009 ha il titolo “Trumpet no end”. Protagonista della edizione di quest'anno sarà la tromba.

Partners istituzionali:
Sistema Bibliotecario
Milano Est
Assessorati alla cultura dei comuni di:
Melzo
Canonica d’Adda
Fara Gera d’Adda
Vaprio d’Adda
Inzago
Provincia di Milano

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Melzo 31 maggio ore 21.30
Cortile della biblioteca civica, via F. Bianchi 18, in caso di pioggia Teatro Trivulzio
Evento straordinario di apertura in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Milano Est
Antonello Cassinotti e Standard time ensemble
“Notturno” di G. D’Annunzio

Antonello Cassinotti (attore), Francesco Chebat (piano), Serafino Tedesi (violino), Andrea Anzalone (violoncello), Sandro Massazza (contrabbasso), Stefano Bertoli (batteria e percussioni), Gian Piero
Mercoli (chitarra)

Proiezioni di Andrea Andreoli
Musiche e direzione artistica : Sergio Orlandi
Supervisione: Fabio Pessina


Anche quest’anno il Sistema Bibliotecario Milano Est collabora con la rassegna jazz Adda e Martesana commissionando un altro spettacolo multimediale da portare in scena al trombettista e organizzatore Sergio Orlandi.
Questa volta è il Notturno di Gabriele d’Annunzio a uscire dalle pagine del libro e a prendere vita al centro del palco, dove un turbinio di musiche, di suoni e di luci sono pronti ad accoglierlo.
L’attore Antonello Cassinotti darà voce ad uno dei più grandi capolavori dell’artista, scritto in completa oscurità dopo il ferimento ad un occhio durante una missione aerea su Trieste. Tra queste pagine vi sono le sensazioni del poeta, le sue osservazioni sulla vita e sull’arte e altre preziosissime riflessioni.

Canonica d’Adda 13 giugno ore 21.30
Chiesetta di S.Anna, via Fara
David Boato e Beppe Aliprandi Jazz Academy
Blue totem

David Boato (tromba), Beppe Aliprandi (sax alto - sax tenore - flauto), Michele Calgaro (chitarra elettrica), Roberto Piccolo (contrabbasso), Alessio Pacifico (batteria)

Questo progetto, pur mantenendo la massima fedeltà al linguaggio più ortodosso del Jazz, con le sue irrinunciabili caratteristiche di swing e di blue notes , privilegia l’incontro con varie musiche popolari. Qui le influenze ispaniche si mescolano con quelle caraibiche, i brani di sapore turco o medio-orientale si alternano a
quelli ispirati alla musica indiana, mentre su tutto predominano le composizioni nelle quali si fa sentire la presenza di scale, polifonie e ritmi di chiara matrice africana.

Fara Gera d’Adda 19 giugno ore 21.30
Auditorium Piazza Patrioti
Ambrosetti - Angeleri - quintet
Franco Ambrosetti (tromba), Gabriele Comeglio (sax alto), Claudio Angeleri (piano), Marco Esposito (basso), Tony Arco (batteria)

Franco Ambrosetti e Claudio Angeleri collaborano da quindici anni in diversi progetti sia a firma del trombettista elvetico sia del pianista
bergamasco, intrecciando spesso il linguaggio teatrale a quello musicale.
Ricordiamo, tra le produzioni più significative, Musiche dalle città invisibili dedicato a Italo Calvino, Alfonsina vestita di Mare con le poesie di Alfonsina Storni, Ricetteros di Montalban e Oltre la stella Marina per l’anno internazionale dell’acqua. Il quintetto, spesso arricchito dalla presenza del bandoneista Michael Zisman, dal sassofonista Bob Mintzer, dal batterista John Riley e dal batterista Mike Richmond, si è esibito in diversi festival jazz tra cui quello di Malta, Bergamo, Milano, Lussemburgo, Bologna, Roma e Lugano.
Franco Ambrosetti è considerato tra i migliori trombettisti al mondo, spesso ai vertici del pool della critica della rivista americana Down Beat. Lo stesso Miles Davis, in una delle ultime interviste, lo ha citato come uno tra i musicisti più originali e dotati sulla scena internazionale. Ha suonato e inciso con alcuni tra i più grandi jazzisti
di tutti i tempi come Phil Woods, Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Joe Henderson, Michael Braker-Mike Stern, Kenny Kirkland, John Scofield, Ron Carter, Dave Holland, Kenny Barron.

Vaprio d’Adda 20 giugno ore 21.30
Piazza Cavour
Sergio Orlandi - Marco Gotti & JW Orchestra
Play Carmen

Umberto Marcandalli, Gigi Ghezzi (tromba), Alessandro Bottachiari (flicorno), Giovanni Distefano (trombone), Alessio Nava (trombone basso), Giancarlo Porro (sax alto), Maurizio Moraschini, Giuseppe Piceni (sax tenore), Marco Bussola (clarinetto), Salvatore La Placa (clarinetto basso), Lorenzo Erra (pianoforte), Sandro Massazza
(contrabbasso), Vittorio Marinoni (batteria) solisti: Sergio Orlandi (tromba), Marco Gotti, (sax tenore e clarinetto)
direzione: Roger Rota

Da sempre i musicisti e i compositori si lasciano influenzare da tutto ciò che è novità. In questo caso l’arrangiatore Bruno Tommaso ha
riscritto le pagine di un’opera famosa che nuova non è ma bella certamente si. La Carmen, opera di Gorge Bizet. La musica interessante non ha età e si presta ad essere suonata anche in quegli stili che vengono a posteriori senza nulla temere. In questo caso si parla di interpretazione jazzistica che andrà a toccare alcune tra le più famose arie. Sergio Orlandi e Marco Gotti sono i solisti che
avranno l’emozione di reinterpretare una musica con oltre un secolo di vita accompagnati da una delle più importanti big band italiane, la J.W. Orchestra, che sarà a tratti orchestra sinfonica e a tratti big band, sotto l’abile direzione di Roger Rota.

Inzago 27 giugno ore 21.30
Parco comunale, via Piastrello, in caso di pioggia auditorium Centro Culturale De Andrè
Fabrizio Bosso e Luca Mannutza duo
Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (piano)

Da diverso tempo i due grandi musicisti condividono la scena, i palchi e il successo. Ad esempio nel famigerato quintetto High Five, che è reduce da un grande trionfo discografico recente (“Five for Fun”).
E così un giorno, dopo aver maturato l’idea di trovarsi a fronteggiare il palco in un testa a testa più o meno casuale, hanno deciso di ritrovarsi in maniera continuativa e destreggiarsi nel terreno, a loro assai consono, dei grandi standard americani, aggiungendo composizioni originali già scritte dai due. Uniti da ciò che è l’intento
comune, l’aspirazione a cercare dentro di sé ed esprimere un proprio senso dell’arte e della vita, viaggiano travolti dalla completa libertà nelle esecuzioni, specie quando a prevalere è la libera e piena estemporaneità. La sensazione più bella è la completa dimestichezza tra i due e il fatto che manchi una sezione ritmica non crea alcun scompenso, né per quel che riguarda la stabilità né per una presumibile carenza di energia. L’impatto è poderoso, una grande energia, un carattere deciso, il pianoforte aggrovigliato su linee parallele suonate dalle due mani e il fraseggio di Bosso a disegnare pulite e vibranti rotte. Entrambi si dimostrano, ancora ce ne fosse il bisogno, solisti dal fraseggio seducente, fluido, vario e di grande sicurezza espositiva.